I.S.A.
International Survival Association
 
Associazione Sportiva Culturale con riconoscimento Personalità Giuridica
 
Affiliata Federazione Italiana Survival Sportivo Sperimentale
 
I.S.A. (International Survival Association) - Corso Casale, 36 - 10131 - TORINO tel/fax 011-8196157

 

 
     
 
HOME
PRESENTAZIONE
REALIZZAZIONI
PROGETTI IMPIANTI ECODINAMICI
RASSEGNA STAMPA
NEWS
CONTATTACI
MERCHANDISING
Bosco degli Arcieri
Formazione outdoor
Corsi di Sopravvivenza
Programma A.F.R.I.C.A.
'

PROGRAMMA  A.F.R.I.C.A. ( African Full Ride Immersion - Comfort & Adventure) - KENYA

FISSS (Federazione Italiana Survival) - AIEA (Associazione Italiana Esperti d’AFRICA)

www.federazionesurvival.it                  
www.espertiafrica.it

Galleria fotografica

Sette giorni per imparare a vivere gli ambienti dell’Est-Africa con professionisti qualificati e abilitati di Safari e Outdoor Training. Un viaggio “old-fashioned” ricco e intenso, in pieno comfort e sicurezza, con tutte le declinazioni del Safari classico ed esclusivo, fuori dagli itinerari turistici abituali, nel cuore di un mondo ancestrale ancora autentico e incontaminato.
L’esperienza qui descritta, offerta “all inclusive” solo a un minimo di 4 e a un massimo di 8 partecipanti, può comprendere facoltativamente anche un training di formazione teorico e pratico su fauna e flora, tecniche di sopravvivenza, esplorazione in savana e antropologia dell’Est Africa.
Richiede solo un minimo di adattamento climatico e comportamentale e offre per contro un appagamento sicuro e inedito, non solo emotivo ma anche cognitivo e psico-fisico.
L’ambiente africano interessato dal Safari è stato definito dai paleo-antropologi “la culla dell’umanità”. Nel tardo Pliocene in savana è comparso il nostro genere, qui hanno preso sviluppo la nostra intelligenza motoria ed emotiva, la prima tecnologia su pietra e, forse, il pensiero simbolico a partire da Homo habilis, più di 2 milioni di anni fa. Sulla costa oceanica sono transitati da sud i primi Sapiens, per radiarsi gradualmente in tutto il pianeta negli ultimi 150.000 anni. Sette secoli fa, lungo la stessa costa e sulle rotte dei monsoni, ha preso avvio l’economia, la cultura e la lingua Swahili; straordinaria fusione tra il mondo arabo e quello africano di cui ancora rimangono testimonianze etniche, archeologiche e linguistiche.
E’ dunque in questi luoghi che si può contrarre facilmente la malattia davvero più pericolosa: quella nostalgia struggente che viene chiamata “mal d’Africa”. E’ proprio come tornare a casa dopo milioni d’anni di assenza e non potersene più staccare. In certi siti è ancora tutto come all’origine e ci si può immergere nell’ecosistema dei primi ominidi da “riesploratori” ancora in stile hemingwayano; a caccia di sensazioni forti, di nuovi saperi e di sensibilità etno-ecologiche diverse.
Questo viaggio comprende davvero tutto, dai mezzi di trasporto più affidabili agli esperti scientifici, dai generi di conforto a quelli di conoscenza (manuali e testi di approfondimento).
 Anche le accommodation, non turistiche ma “residenziali”, rappresentano lo standard massimo che si può immaginare per tale esperienza e, dove è possibile, toccano anche il privilegio del lusso, senza snaturare per questo l’intimo rapporto con l’ambiente selvaggio dominante.
Il programma, senza costi aggiuntivi, è adattabile anche a particolari esigenze dei partecipanti. Alcune attività opzionali possono avere un carattere non solo puramente esperienziale ma anche documentaristico, scientifico e perfino sportivo a richiesta (diving, walking safari, foto-video safari, trekking, Outdoor & Survival training). Chi avesse motivi, anche professionali, per interpretare questo viaggio come un’esperienza formativa (docenti, studenti universitari, tour operator, istruttori, guide naturalistiche) può richiedere un adattamento specifico e un attestato di partecipazione agli enti organizzatori FISSS-AIEA.
Il gruppo sarà assistito, dall’arrivo a Mombasa alla partenza per l’Italia, da un Istruttore FISSS Esperto o Master e, in savana, anche da una guida safari AIEA autorizzata al porto d’armi, da un driver Expert AIEA, da un tracker locale e da due guerrieri Maasai dotati di armi tradizionali.    
Questo team di professionisti abilitati è preparato e attrezzato per affrontare ogni evenienza e problema a tutela dei partecipanti e pronto a fornire loro ogni  strumento supplementare necessario.

Bagaglio e abbigliamento safari consigliato: borsone da viaggio robusto e leggero di media dimensione, più zainetto o borsa a tracolla; camicie a maniche lunghe e calzoni lunghi in tessuto robusto, leggero, traspirante e non sgargiante; k-way; felpa o maglia leggera; costume da bagno; scarpe comode, robuste e non pesanti; sandali water-proof, allacciabili e con suola in gomma dura; cappello a larghe falde o con visiera; occhiali da sole; coltellino multiuso; piccola lampada frontale; eventuale foto-videocamera e binocolo personale; cellulare (c’è campo quasi ovunque). 
DESCRIZIONE DEL PROGRAMMA

1° GIORNO
Volo Italia-Kenya con arrivo a Mombasa (8 ore circa). Transfer dall’aeroporto in auto (meno di 2 ore) fino alla prima accommodation sulla costa sud, in villa residenziale privata dotata di ogni comfort e direttamente affacciata sull’oceano, in località Msambweni, presso il confine con la Tanzania. Giornata di prima ambientazione e relax; brevi passeggiate sulle splendide rive e osservazioni naturalistiche. Colazione, pranzo, “happy hour” con aperitivi e cena abase di aragosta, o granchi o pesce locale pregiato, con piatti e dessert anche Swahili, vino e cordiali.
 Breve briefing sul programma, le maree e la popolazione locale (logistica e comportamento utile),
osservazione degli astri e delle costellazioni equatoriali anche con cannocchiale.
 Durante la giornata saranno proposte anche alcune attività facoltative:
 piccola escursione a piedi sulla costa (in bassa marea); osservazioni delle risorse ittiche, e delle tecniche dei pescatori, note sui costumi e l’economia locale; visita a una antica roccaforte araba diroccata, fino a due secoli fa destinata allo stazionamento e alla deportazione degli schiavi; in alternativa (se c’è alta marea) escursione in piroga locale, scavata in tronco di mango, con vela e bilancieri (possibilità di pesca con l’equipaggio); bagno a ridosso della barriera corallina; raccolta di noci di cocco sulle palme (tecniche di salita, trattamento e consumo dei frutti freschi o stagionati).

2° GIORNO
Trasferimento a un autentico villaggio Swahili sull’isola di Funzi presso la costa (in battello o, per chi lo desidera, a piedi in bassa marea e attraverso una jungla di mangrovie, con una guida).
Escursione in barca per risalire l’estuario del fiume Ramisi e inoltrarsi all’interno della foresta a galleria per avvistare avifauna e coccodrilli. Visita al villaggio tradizionale, osservazioni dirette delle pratiche quotidiane, del trattamento dei cibi, della vita sociale, degli arredi e degli strumenti domestici essenziali. Bagno al largo su di un banco corallino immacolato. Lunch a base di granchi delle mangrovie e pescato locale. Dinner e pernottamento facoltativo in alcune capanne locali sempre disponibili (molto pulite e opportunamente dotate di zanzariere sui letti tradizionali) oppure ritorno alla base residenziale per bagno in piscina, cena sontuosa e notte in tutto comfort.

3° GIORNO  
Trasferimento al parco marino di Wasini, sul confine con la Tanzania. Escursione in Dhow (il natante a vela di origine araba tipico di tutta la costa) attraverso selvagge isole deserte, navigando tra i delfini.  Sosta su un’isoletta, che emerge solo in bassa marea, per osservare con pinne e maschera i limpidi fondali corallini ricchi di pesci, tartarughe e coralli variopinti.
Lunch al ritorno, nel primo pomeriggio, in un rustico ristorante di Wasini che serve enormi granchi  interi (è tradizione che ogni commensale ne spezzi il carapace con apposito randello). Eventuale visita alle “slave pit” di Shimoni (grotte adibite un tempo per raccogliere gli schiavi).
Ritorno alla residenza di Msambweni per la serata o, se il gruppo se la sente, sistemazione robinsoniana su una piccola e incantevole isola deserta del parco per una cena intorno al fuoco e un pernottamento sotto le stelle, dopo un tramonto e prima di un’alba capaci di commuovere.  

4° GIORNO
Partenza in auto dalla costa, dopo un breakfast, attraverso il magico paesaggio delle Shimba hills, verso un’area limitrofa al parco nazionale dello Tsavo west. Dopo almeno quattro ore si raggiunge la “game reserve” privata di Lualenyi. Il suo campo base, posto sulle pendici di un’altura, si affaccia su uno sterminato e superbo territorio di savana in vista del Kilimanjaro e delle Taita hills.  Dopo un impegnativo percorso fuoristrada negli ultimi chilometri e un drink di accoglienza, i partecipanti saranno accomodati in grandi tende safari di lusso a 2 o 3 posti, arredate e dotate di servizi, prese elettriche, doccia interna e veranda per sedute meditative sul panorama mozzafiato.   Già subito si possono facilmente avvistare branchi di elefanti e falchi in volo.
Dopo un robusto lunch e un po’ di relax, nel pomeriggio è previsto un briefing dell’Expert AIEA su fauna e flora di savana (nozioni di etologia animale, caratteristiche e salvaguardia dell’ecosistema, tecniche di percezione e osservazione dei selvatici, comportamento da adottare). Seguirà verso il tramonto il primo “game drive” in Land Rover nel bush, per i primi incontri ravvicinati con i veri padroni di casa (teoricamente tutti quelli dello Tzavo); dai bufali alle zebre, dalle giraffe ai leoni. Già in questa  ricognizione la guida safari professionista sarà affiancata da un tracker di etnia Wa-liangulu (fino a tempi recenti noti cacciatori di elefanti con grandi archi) e da due guerrieri Maasai, coperti per tradizione da un manto vermiglio e armati di lancia, daga, mazza e scudo (così ancora ora oggi affrontano i leoni, che in qualche modo li temono).
Si ritorna al campo nel buio, e subito viene servito un aperitivo all’aperto, solo alla luce di un grande fuoco, per distendersi e commentare le prime esperienze.
Più tardi sarà servita una cena superba, attorno al grande tavolo di un  maestoso living-lodge, aperto sulla notte equatoriale e circondato da infiniti chilometri di “altrove” senza umana presenza, gremiti
di creature sempre impegnate in una sopravvivenza spietata e impellente, prive di dubbi esistenziali come noi. La percezione del silenzio, totale e quasi implosivo, interrotto solo a tratti da suoni misteriosi, qui eccita l’immaginazione e mette in allerta i sensi in modo atavico. Quei venti metri di distanza fra le tende la prima notte sembrano spazi di nulla inquietanti; e a qualcuno tale isolamento per la privacy risulterà, per una volta, addirittura eccessivo. Anche se ci si rende conto che la sicurezza e la protezione degli ascari di guardia dentro la recinzione del campo sono totali, il nostro cervello, prevalentemente emotivo, qui stenta a mettere in funzione la sua parte razionale; e si ritorna a essere ominidi perduti in un universo che ci sta solo ospitando e che ancora non ci appartiene del tutto.

5° GIORNO
Levata prima dell’alba (facoltativa ma imperdibile). Ricca colazione ed è subito Safari, nella savana che si risveglia in colori alieni.
 Il lieve ronzio del grosso Toyota al minimo che ha lasciato la pista e si apre la via tra l’erba alta; le acacie tortilis a ombrello; le euforbie a candelabro; i rossi termitai; le ombre del vecchio tracker e dei due Maasai in perlustrazione che si profilano al primo sole.
 All’inizio è la guida che avvista sempre prima gli animali. Mentre ne indica la posizione e ne precisa la specie sottovoce, perché è d’obbligo il silenzio, fa spegnere il motore. Adesso è il momento del binocolo o della cattura fotografica. Più tardi anche i partecipanti potranno effettuare a piedi le ricognizioni seguendo il tracker con cautela. Saranno protetti ai lati dai Maasai e alle spalle dalla guida (opportunamente e obbligatoriamente armata) pronta a intervenire segnalando possibili pericoli e a mostrare tracce o segnali eloquenti di quelle presenze ambite e temute insieme.
 Nei parchi nazionali tutto ciò sarebbe impossibile; lì infatti si può solo stare in auto, distratti dal ronzio di troppe videocamere giapponesi e dal cicaleccio turistico, come allo zoo; e senza quel mix di aspettativa, serietà, rispetto e stupore che ogni tipo di avventura, anche minima, richiede.  
A Lualenyi non è sempre garantito vedere tutti i grandi selvatici di savana, ma si percepisce bene che loro ci stanno intorno e vedono noi. Se si degnano di apparire è esaltante, ma in ogni caso sembra già miracoloso essere loro accanto, percepirne gli odori e seguirne le tracce fresche.
A sole alto e implacabile si ritorna al campo per il pranzo, al quale potranno far seguito altre informazioni, a cura dell’Istruttore FISSS, su tecniche di orientamento, principi di autonomia e salvaguardia in azioni esplorative, metodi per l’allestimento di un campo provvisorio in savana (flying camp) e per il Survival (recuperare e potabilizzare l’acqua, accendere un fuoco, costruire un riparo sicuro con un recinto di rami spinosi detto “boma”, affrontare emergenze e pericoli).
Tutto ciò per preparare la successiva esperienza di un pernottamento nell’ignoto, lontano dal campo base e nel cuore del bush, al riparo di un “boma” con un grande fuoco al centro, in leggere tende tattiche, ma confortevoli, a due brandine. I Maasai cucineranno una capra appena macellata e dell’ugali (polenta bianca di mais, tipico piatto keniota); sarà una cena “diversa”, seguita da vari generi di conforto classici. Il sonno non arriverà certo subito; prima di alternarsi nei turni di guardia le guide intratterranno gli ospiti con racconti e testimonianze di tante avventure (in ogni Safari che si rispetti non può certo mancare questa cultura orale). Mille stelle e mille occhi brilleranno nel buio; qualcosa di strano ogni tanto romperà l’assurdo silenzio e sarà oggetto di sommesse interpretazioni. Finchè l’alba non vincerà la notte.
 Qualcuno forse dovrà vincere l’impulso irresistibile di dormire sul fuoristrada lì accanto, sempre pronto in ogni caso a trasferire al campo base chi dovesse avere ripensamenti.

6° GIORNO     
Dopo aver smontato il campo volante e servito del caffè, le guide porteranno in fuoristrada il gruppo verso la base,  attardandosi però in altri avvistamenti. Chi lo desidera potrà affrontare, opportunamente scortato, almeno una parte del tragitto a piedi per cercare emozioni più forti.
Lungo il tragitto troveranno un ricco lunch servito al tavolo, ma sotto un baobab in piena savana.
Dopo una doccia e un gradito riposo al campo base, verrà proposto un altro “game drive” fino al tramonto, da godere sulla cima del Lion Rock, un’ altura rocciosa che sorge in mezzo alla piana sterminata e che ospita leoni, leopardi e la vecchia tomba di un inglese troppo innamorato del luogo.
La vista  degli immensi spazi silenti, interrotti solo all’orizzonte dal Kilimanjaro incendiato dall’ultimo sole, da sola può valere il viaggio.
 Se il gruppo vorrà scegliere ancora l’avventura, potrà ripetere l’esperienza del flying camp  (anche senza tenda, come i primi esploratori), altrimenti tornerà di sera, nel pieno comfort del campo base.

7° GIORNO
Commiato dal Lualenyi dopo abbondante brunch e rientro a Mombasa in meno di 4 ore. Sistemazione in hotel di lusso ed eventuale visita alla città vecchia, al forte portoghese del ‘400, ai mercati e ai negozietti di artigianato tradizionale. Spostamenti facili a piedi o tramite “tuc-tuc” (veloci moto-taxi cabinati a tre posti). Cena raffinata sulla baia, di fronte alle luci di una metropoli caotica ma affascinante.

8° GIORNO
Breakfast e transfer dall’albergo all’aeroporto  (20 minuti). Partenza per l’Italia con tristezza.

 

COSTI 2012 e altre note:

1.700 Euro a persona per tutto il programma e i servizi descritti, volo escluso, per minimo 4 pax.
Sconto del 10% per agenzie e per gruppi di 7-8 partecipanti (massimo previsto).
E’ esclusa la compresenza di altri gruppi (oltre 8 persone) nella programmazione dei sette giorni.
Particolari esigenze di programma, alloggiamento e cibo vanno dichiarate prima della partenza.
Periodi consigliati per condizioni meteo e logistiche: febbraio-marzo e agosto-settembre.
Il viaggio è fattibile a qualsiasi età a partire dall’adolescenza e non richiede doti fisiche speciali.    

Per contatti cell. 349-7729702

 

 

 
 
cose
 
     
 
 
  Copyright © 2012 International Survival Association
Tutti i diritti riservati.
E' vietata la riproduzione del testo e delle illustrazioni.